27 Set

TheUNBULLY Kode 2017 – II° Edizione

 

 

PRESENTA

The UNBULLY KODE

Metti una t-shirt contro il bullismo

T-shirt Capsule Collection in Mostra

II° Edizione

Per UNKODE le T-shirt sono un veicolo divulgativo importante per sensibilizzare la società.

Nel 2016 UNKODE presenta prima una mostra fotografica all’Atelier Corso Como 5 e poi una capsule di T-shirt al Baluba Cafè, sul tema del bullismo.

Anche quest’anno il tema affrontato è il BULLISMO nel mondo dello sport ma non solo.

Il bullismo è un fenomeno molto pericoloso perché capace di insinuarsi nelle maglie della società fin dall’infanzia. Le parti coinvolte sono diverse ecco perché UNKODE ha coinvolto con incontri guidati da psicologi ed educatori, società sportive, genitori, allenatori e insegnanti nelle aree di Milano e provincia.

2017 – Unbullykode coinvolge il dentro e il fuori della società sul tema del bullismo

UNKODE in collaborazione con la C.C. San Vittore,  porta all’interno dell’Istituto una mostra/evento dal nome UNBULLYKODE

In mostra verranno esposte una  capsule di T-Shirt , grafiche, stampe, realizzate da designer e dai giovani adulti dell’istituto, a seguito di incontri di laboratorio tenuti con gli stessi.

 

28 Mar

Rassegna stampa_ Centro di accoglienza Via Graf

IL GIORNO / Milano / Cronaca

Milano, 27 marzo 2017 – Ogni volta che il treno si ferma la periferia diQuarto Oggiaro, ultimo avamposto di Milano prima della cintura di casermoni che dà il benvenuto a un hinterland sterminato, si trasforma in un miscuglio di lingue, odori, vite in cammino. Intorno alle sette un gruppo di senzatetto si incammina lentamente verso una ex chiesa pentecostale di via Graf, il petto profondo del quartiere. Da poco più di un mese è quella la loro casa in attesa di tempi migliori. Esattamente dal 21 febbraio, quando la cooperativa Angel Service ha vinto un bando del Comune di Milanotrasformando quell’area in un dormitorio, e con una particolarità rispetto ad altri edifici adibiti all’uopo: la struttura infatti è tra le prime in Italia a ospitare anche i cani, vittime silenziose dell’emergenza freddo al pari dei loro padroni.

Al momento il centro accoglie una trentina di persone (la capienza massima è di 50) tra senzatetto e migranti provenienti da altri centri per richiedenti asilo, e lavora in stretta collaborazione con il Casc (Centro Aiuto del Comune di Milano), che provvede a smistarli nelle varie strutture sparpagliate a macchia di leopardo in tutta la città. Le quali, stando al Piano per i senza dimora allestito dal Comune di Milano, in vigore fino al 31 marzo, sono poco meno di una ventina per un totale di 2780 posti letto disponibili.

Nel dormitorio di via Graf convivono diverse etnie, anche se gli africani sono la maggioranza e gli italiani poco meno di una decina. Rosy Genova, vice presidente di Angel Service, è a capo di questo piccolo villaggio globale che garantisce un tetto sicuro a tutti, ma solo a patto di rispettare alcune regole. Per accedere al centro infatti è necessario aver effettuato una serie di visite mediche con la supervisione del Casc. La sveglia suona intorno alle otto del mattino, la ritirata scatta alle 23, quando le porte si chiudono. È inoltre vietato allontanarsi per più di tre giorni, pena la perdita del posto letto, consumare bevande alcoliche e assumere droghe. “In questo modo garantiamo una sana convivenza civile – spiega Rosy Genova – e devo dire che finora abbiamo avuto pochi problemi, se non all’inizio, quando qualcuno ha chiuso il nostro cancello con un lucchetto, forse credendo di spaventarci. Ma non ci lasceremo intimidire”.

Rosy ha visto il dormitorio nascere dal nulla. E se oggi l’edificio è un rifugio accogliente, ciò lo si deve anche al lavoro di alcuni migranti provenienti da altri centri di accoglienza. “Quando abbiamo vinto il bando ci siamo ritrovati di fronte a un mucchio di ruderi – dice – e loro ci hanno aiutato moltissimo”. Tutte le sere è lei a controllare che ogni cosa vada per il verso giusto, effettuando una verifica puntuale dei nomi e delle procedure. Al suo fianco lavorano giorno e notte una decina di volontari di diversi Paesi, che provvedono ai bisogni dei senzatetto e mantengono la struttura pulita. Alcuni di loro trascinano con sé storie difficili e speranze soffocate. Come Ouma K., 33enne ivoriano dal fisico statuario, arrivato in Italia dalla Libia al termine di un’odissea e ribattezzato ‘il filosofo’ perché non perde mai la calma. Era un senza dimora, oggi è in attesa del permesso di soggiorno e ha deciso di studiare la nostra lingua, tanto che aiuta gli altri facendo da interprete. O Vladimir B., che in estate lascerà l’Italia dopo più di vent’anni per tornare nella sua Ucraina. “Ho passato una vita a fare il muratore e altri lavoretti – ricorda -. Non mi sono mai mosso da Milano e si può dire che la conosco come le mie tasche. Ma qui non si può più vivere. Troppe tasse”. È lui a presentarmi Mohammad Fahim Haidari, 40 anni, un reporter afgano che vive in Italia dal 2015 con lo status di rifugiato politico. “Sono scappato perché non ero più in grado di lavorare nel mio Paese a causa del terrorismo e dei talebani – sospira -. Per oltre un anno ho cercato lavoro, ma inutilmente. E ora mi ritrovo qui, ma a breve non avrò più un posto dove dormire”.

Verso le otto di sera il centro comincia a ripopolarsi e i cani entrano alla spicciolata, ravvivando l’umore degli abitanti del centro. Quello di Christian Bassi, 40 enne toscano dalla battuta facile, è un dobermann imponente di nome Tony che vive con lui da quando è morto suo padre, sei anni e mezzo fa. A vederlo incute timore, ma poi scopri che è un gran giocherellone. Un po’ come lui, che a dispetto della sua condizione cerca sempre di conservare il sorriso. Fino al 2011 Christian lavorava come autotrasportatore in una ditta di Calenzano, nel Fiorentino, ma nel 2011 l’azienda è sparita nel nulla e lui si è ritrovato improvvisamente sul ciglio di una strada.

“Sono arrivato due anni fa a Milano cercando lavoro su Internet – spiega – e da allora ho fatto decine di colloqui. L’ultimo tre settimane fa, in una ditta di trasporti di Monza”. Per un momento abbassa lo sguardo, ma ritrova subito vigore: “Sto cercando di riciclarmi come artista di strada, ma è dura – dice -. Questo Paese va male soprattutto perché se la prende con chi come me è costretto a vivere di accattonaggio, ma poi si basa solo su logiche che guardano ai soldi”. Sulla sua branda conserva i pezzi di un marchingegno che sta assemblando per stupire i passanti e racimolare qualche soldo. Lo chiama “il martello magico” e spera che gli regali sprazzi accettabili di futuro. Perché è disposto a perdere qualsiasi cosa, tranne la ragione.

di GIUSEPPE DI MATTEO
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06 Feb

CENTRO di ACCOGLIENZA per SENZA TETTO con AMICI A 4 ZAMPE!

A Milano, in Via Graff, è prossima l’apertura del

CENTRO di ACCOGLIENZA per SENZA TETTO con AMICI A 4 ZAMPE!

Il primo nel suo genere in tutta Italia!

L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano

ed è gestita dalla Cooperativa ONLUS AngelService.

AngelService Vi aspetta

nella sua sede di Via Vallazze a Milano

con quanto potrete donare!

Servono urgentemente coperte e cibo per cani

Grazie a tutti!

AngelService

Via Vallazze, 104 – Milano

Tel. +39 3440493748

Per info: info@angelservice.org